lunedì 17 dicembre 2012

Precisazioni al Ministro Patroni Griffi sulle #province @AllieviSSPA @darioq

Il Ministro Patroni Griffi contesta, legittimamente, le dichiarazioni da me espresse nell'articolo pubblicato su L'Espresso nell'ambito dell'inchiesta della rivista relativa alle province.
Mi sembra necessario puntualizzare due cose. Non c'è nulla di "intrinsecamente sbagliato nel ridisegnare un livello di governo sul piano della dimensione e delle funzioni". E, infatti, non ho parlato di errori intrinseci, ma della bizzarrìa di un riordino che ingrandisce le dimensioni di un ente, riducendone, però, le competenze: non mi pare che ciò obbedisca alle logiche delle economie di scala.
In secondo luogo, mi permetto di fare presente al Ministro che in merito alle funzioni riguardanti l'istruzione so perfettamente di cosa sto parlando. E, contrariamente a quanto da Egli affermato, le funzioni provinciali riguardano eccome l'offerta formativa. Basta dare un'occhiata nemmeno troppo attenta all'articolo 139 del d.lgs 112/1998 e alle varie leggi regionali sui conferimenti di funzioni amministrative alle province, conseguenti a detto d.lgs.
Soprattutto, è utile ricordare che l'articolo 17, comma 10, lettera b-bis), della legge 135/2012 indica come funzione fondamentale delle province, anche post-riordino "programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell'edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado". Ora, a meno che non si scopra che per programmazione della rete si intenda la rete informatica (dorsali) o dei trasporti, e magari quanto dichiarato a L'Espresso dal Ministro potrebbe costituire fonte interpretativa fondamentale in proposito, a chiunque è apparso che detta programmazione abbia esattamente a che vedere con l'offerta formativa. Elemento determinante, in un territorio di area vasta, per garantire la coerenza degli studi e delle competenze che si acquisiscono, coi mercati del lavoro e con la connessa rete della formazione professionale.
Rassicuro, dunque, il Ministro che non mi intendevo riferire per nulla al mercato del lavoro dei tecnici delle caldaie. Sarebbe importante sapere cosa intenda realmente il legislatore.

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