mercoledì 6 marzo 2013

Imprenditori suicidi e omicidi, anche per il dagli ai dipendenti pubblici #crisi

Due donne ammazzate da un imprenditore, poi suicidatosi a Perugia, nella sede della Regione Umbria. La tragedia della crisi economica non ha fine. Ma, adesso, ha deviato verso l'inevitabile.

Da sempre, ma in particolare modo negli ultimi mesi, la campagna contro la "burocrazia" e la pubblica amministrazione "inefficiente" è diventata violenta, velenosa.

I dipendenti pubblici sono additati come "untori", tacciati di essere "fannulloni" e "panzoni", visti come privilegiati e dipinti come parassiti che, in combutta con una politica sempre affamata, succhia il sangue all'intera popolazione.

Fino ai tweet di Beppe Grillo: "Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici.
Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch'essi dalle tasse.
È una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese.
Va sostituita con un reddito di cittadinanza".

Sembra che l'imprenditore omicida-suicida fosse un folle, avente problemi noti. Non sembra che il clima che si sta incoscientemente creando permetta a chi è folle, ma nemmeno a chi folle non è, di ritrovare o mantenere il sangue freddo.

Quando si alimenta l'odio sociale, il pericolo è la guerra civile, perchè ciascuno che si senta appartenere ad una "casta" diversa dall'altra, ad un "fronte" separato e comunque sempre migliore, si sente autorizzato a varcare gli uffici pubblici ed invece di rispettarli come casa di tutti, li considera come teatro di vendette anche sociali.

Forse resterà un episodio isolato. Forse no. Le bombe contro Equitalia ci sono già state.

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