lunedì 19 agosto 2013

Precariato creato ad arte nella pubblica amministrazione

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2 commenti:

  1. Sarà pur vero che il precariato è stato creato ad arte, ma sulle spalle e a detrimento degli stessi precari. I sindacati tutelano anzitutto i più forti, i dipendenti pubblici inamovibili, gran parte dei quali assunti senza concorso pubblico (si veda la Legge per l'occupazione giovanile, n. 285 del 1977). Per quanto attiene alle stabilizzazioni chiamate le cose col loro nome: si tratta di concorsi - preselezioni + scritto + orale - aperti a tutti, dove solo una quota-parte dei posti (il 40% o il 50%) è riservata ai precari, ammesso che ne abbiano titolo (contratti a tempo determinato) e che siano più bravi dei loro colleghi. Vi ricordo inoltre che nel privato l'oltrepassamento del limite sui contratti a termine è sancito con la conversione a tempo indeterminato del contratto, motivo che è valso al nostro Paese una duplice procedura di infrazione comunitaria per il mancato recepimento delle direttive europee e per la palese discriminazione nei confronti dei lavoratori a termine del pubblico impiego. E' infine vergognoso che difendiate il vostro legittimo diritto al lavoro speculando sulle condizioni dei più deboli, i precari del pubblico impiego.

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  2. Se c'è una quota di riserva, i concorsi non sono aperti a tutti. È una foglia di fico che copre una vera e propria sanatoria. Chi entra per lavori a tempo determinato nella PA sa che la la legge, a differenza del privato, vieta la conversione dei contratti in tempo indeterminato. Non è colpa certo dei lavoratori se le PA molte volte abusano, ma non si capisce perchè si debbano violare le regole senza che nessuno paghi, creando nuove e ulteriori discriminazioni.

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