sabato 29 novembre 2014

#lavoro #Disoccupati aumentano perchè aumenta la #fiducia? Calembour di Renzi

Non sapendo come giustificare la certificazione del fallimento totale dei 9 mesi del suo Governo (i 100 giorni sono passati da un bel po', i 1000 non si sa se siano iniziati), derivante dai dati Istat sull'occupazione, la propaganda si riversa su una "genialata".
Aumentano i disoccupati? Siccome disoccupato è chi cerca attivamente lavoro e, pertanto, compie azioni di ricerca attiva, principale delle quali è il rilascio della dichiarazione della disponibilità a cercare lavoro (Did) ai centri per l'impiego, il ragionamento del premier appare non fare una grinza.
Ha sostenuto, dunque, che il maggior numero di disoccupati è dovuto (e questo è vero) al passaggio di parecchie persone "inattive" alla ricerca attiva. La propaganda è che ciò sarebbe avvenuto in quando queste persone sarebbero state mosse dalla "fiducia" nel rilancio dell'economia, che le indurrebbe a cercare lavoro attivamente.
E' una distorsione cinica della verità. Quando le persone inattive si decidono a cercare lavoro, è perchè l'equilibrio reddituale che avevano si è rotto: in famiglia si è determinato un problema e anche chi poteva non lavorare deve muoversi e cercare di ottenere reddito.
L'incremento di persone che cercano lavoro in una fase di recessione, riduzione degli ordini e della produzione è, ovviamente, esattamente il contrario di quanto afferma Renzi: è una mossa dettata da necessità, non da fiducia. Queste persone, infatti, avranno, purtroppo, scarsissima possibilità di trovare lavoro.
Ma, non perchè, come sicuramente dirà Renzi, in coro con Ichino e i tanti altri populisti contro tutto ciò che è servizio pubblico, i centri per l'impiego sono "inefficienti"; si deve tenere presente che, essendo molto operativi sul campo anche i soggetti privati, se la disoccupazione aumenta, vuol dire che l'inefficienza è tanto dei centri per l'impiego pubblici, quanto dei privati.
Il lavoro non sarà trovato, a breve, semplicemente perchè Renzi e i corifei non prestano attenzione al vero dato preoccupante: il continuo calo del tasso di occupazione (vedi questo precedente post: http://rilievoaiaceblogliveri.wordpress.com/2014/11/29/lavoro-istat-un-po-di-luce-vera-sulle-rilevazioni-su-occupati-e-disoccupati/.
Il basso tasso di occupazione svela che il Paese è in recessione e che il mercato del lavoro si è ristretto e purtroppo non dà spazio ai disoccupati e agli inattivi, la cui sommatoria continua a crescere, diminuendo simmetricamente il numero degli occupati.
Questi sono i fatti, questa la realtà. La propaganda della fiducia, un tempo, serviva a vendere latticini. Oggi convince tanti che il prodotto Governo "vuol dire fiducia". Ma, i latticini hanno una scadenza...

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