mercoledì 24 dicembre 2014

#province Il #disastro Delrio e #leggedistabilità colpisce anche l'Agenzia nazionale #JobsAct #cpi

Il disastro della riforma delle province, causato dalla legge Delrio mista alla legge di stabilità 2015 colpiscono anche l'Agenzia nazionale per l'occupazione, rendendo alquanto complicata ed incerta la sua costituzione e, soprattutto, l'acquisizione dei centri per l'impiego con i dipendenti provinciali.
L'insieme confuso di legge Delrio, legge di stabilità e "JobsAct" ottiene il paradossale risultato di non lasciar capire se, come, quando e con quali finanziamenti l’Agenzia acquisirà i dipendenti provinciali attualmente addetti ai centri per l’impiego, circa 7000.
Esponenti del Governo e molti commentatori esprimono l’idea che tali dipendenti non siano da considerare nel numero dei circa 20.000 lavoratori delle province messi in sovrannumero dal taglio lineare delle dotazioni organiche, fissato dalla legge di stabilità. Questa idea è oggettivamente sbagliata: infatti, le province entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, dovranno individuare i dipendenti da porre in sovrannumero in primo luogo con riferimento alle funzioni non fondamentali, destinate ad essere trasferite ad altri enti: tra queste rientrano quelle legate alle politiche del lavoro. Dunque, i dipendenti dei centri per l’impiego sono sicuramente da computare nel novero dei soprannumerari.
Una seconda tesi “tranquillizzante” è quella secondo la quale la massa di questi dipendenti, poco meno della metà di quelli destinati ai trasferimenti verso altre amministrazioni, saranno certamente acquisiti a spese dello Stato, si presuppone, appunto, nell’Agenzia nazionale per l’occupazione.
Questa conclusione non è suffragata da nessuna norma, né della legge di stabilità, né della legge 183/2014 (JobsAct): non esiste alcuna disposizione espressa che disponga, infatti, il trasferimento dei dipendenti provinciali dei centri per l’impiego verso l’Agenzia.
Al contrario, l’articolo 1, comma 4, lettere c), f) e h), della legge 183/2014 dispone che l’Agenzia nascerà dall’accorpamento di strutture ed enti del Ministero del lavoro, prevedendo che avranno priorità nella ricollocazione in questo organo i dipendenti provenienti proprio dalle strutture centrali; solo genericamente di parla della confluenza nell’agenzia di personale di “altre amministrazioni”.
Anche laddove i dipendenti dei centri per l’impiego provinciali fossero parte del personale delle “altre amministrazioni” ricollocato nell’Agenzia, si pone però il problema di come l’Agenzia potrebbe finanziarne i costi. Infatti, sempre l’articolo 1, comma 4, lettera c), della legge 183/2014 dispone che l’Agenzia sia costituita “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
Dunque, attualmente non esiste finanziamento per i costi del personale delle province addetto ai centri per l’impiego, potenzialmente in predicato di passare all’Agenzia.
Questo ennesimo guazzabuglio è causato dalla legge di stabilità, che ha scardinato il principio posto dalla legge Delrio, secondo il quale gli enti destinatari delle funzioni dismesse dalle province dovessero ricevere dette funzioni, con tanto di personale e risorse strumentali e finanziarie per il loro funzionamento. La legge di stabilità impone alle province di versare allo Stato, a decorrere dal 2015, la somma di 1 miliardo (aggiunta ai 380 milioni previsti dal d.l. 66/2014), che diverranno 2 nel 2016 e 3 nel 2017. Le province, quindi, non possono finanziare le funzioni trasferite ad altri enti.
La soluzione, tuttavia, potrebbe derivare proprio dal citato prelievo forzoso delle risorse dalle casse provinciali posto in essere dallo Stato. Già dal 2015, come visto, lo Stato utilizzerà direttamente 1,38 miliardi “sequestrati” alle province. Il costo del personale dei centri per l’impiego non supera i 240 milioni, mentre il costo complessivo dei servizi per l’impiego (il più basso d’Europa) oscilla tra i 500 ed i 700 milioni, comprendendo anche il personale. Dunque, il prelievo forzoso alle province può, potenzialmente, finanziare i costi dell’Agenzia, ai fini dell’acquisizione sia del personale provinciale, sia, soprattutto, della gestione delle funzioni legate alle politiche attive per il lavoro.

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