sabato 20 febbraio 2016

Spending review: la replica del Tesoro alla Corte dei conti conferma che la magistratura contabile serve a poco

Spending review "poco efficace"? Per nulla, rispondono piccati dal Tesoro, cioè dal Mef guidato dal Ministro Padoan. Cioè, ancora, quel ministero che non è stato minimamente in grado di diminuire il debito e ridurre la spesa pubblica.

Infatti, la replica "piccata" del Tesoro lo conferma:

Il Tesoro afferma di aver tagliato 45 miliardi e che queste risorse sono state destinate ad altre spese, come per esempio le regalìe degli 80 euro, oppure i bonus per le assunzioni (2 miliardi nel 2015 per sole 110 assunzioni a tempo indeterminato in più), o ancora i 500 euro ai diciottenni in rampa di lancio per le votazioni alle elezioni.
Il problema, però, è proprio questo: le leggi finanziarie hanno messo in scena una sorta di gioco delle tre carte, spostando risorse da una destinazione all'altra specificamente per scopi di consolidamento del consenso elettorale, senza alcun intervento serio sulla finanza pubblica.
In una fase (purtroppo ormai finita) come quella tra il 2014 e il 2015 di relativa calma sui mercati, costo del petrolio bassissimo e riduzione formidabile dei tassi di interesse, sarebbe stato doveroso utilizzare i risparmi delle spese per ridurre il debito e così assicurare in modo stabile una permanente contrazione della spesa per interessi, contribuendo anche a migliorare la condizione finanziaria delle banche, stracariche di titoli di Stato e proprio per questo sotto attacco dei mercati.
La "velina" passata dal Mef ai giornali e dalla gran parte di questi rilanciata senza una critica, è la perfetta conferma delle politiche economiche totalmente sbagliate.
Ma, conferma anche che la Corte dei conti serve davvero a poco. La magistratura contabile è certamente capace di analisi molto fondate ed approfondite sulla situazione finanziaria e, per altro, in questi anni le varie sezioni hanno criticato in modo estremamente duro la quasi totalità delle riforme proposte, sottolineando proprio gli effetti finanziari nulli o perversi (si pensi alla riforma deleteria delle province).
Tuttavia, poichè non c'è alcun modo di interdire queste politiche, nè la Corte dei conti ha modo di sanzionare gli autori (la magistratura contabile ha possibilità di scatenarsi prevalentemente coi comunelli di campagna), gli unici risultati che producono le dotte relazioni dei vari presidenti all'apertura degli anni giudiziari altro non sono se non, appunto, reazioni piccate da parte di chi sente lesa la propria maestà da chiunque, come il bambino della fiaba, osi semplicemente dire che il re è nudo.

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