lunedì 30 gennaio 2017

Il nuovo codice dei contratti regala un nuovo contenzioso sulla competenza a gestire le gare

Il Sole 24 Ore di lunedì 30 gennaio 2017, nell'articolo di Alberto Barbiero "Acquisti centrali anche per le concessioni" dà conto della sentenza del Tar Veneto, Sezione I, 26 gennaio 2017, n. 85, che ha annullato una procedura di affidamento in concessione, indetta direttamente da un comune, invece che dalla centrale di committenza alla quale aveva aderito.

Da quando è stato sventuratamente chiamato a fare da Commissario della spending review all'italiana Carlo Cottarelli, ha preso progressivamente piede l'idea che sia utile e possibile "ridurre le stazioni appaltanti da 35.000 a 35". Nonostante l'idea di per sè rasenti quasi il ridicolo (proviamo a immaginare la gestione centralizzata degli appalti in zone terremotate), il Legislatore in varie occasioni l'ha coltivata e potenziata.
L'obiettivo (impossibile) enunciato è razionalizzare la spesa e rendere più efficienti le procedure di gara.
La realtà è un'altra. La Consip (che ben potrebbe regolare da sola gli appalti, sol che si introducesse un controllo obbligatorio preventivo sulle determine a contrattare relativamente alle basi di gara), anche se la stampa cerca di parlarne il meno possibile, è coinvolta in uno scandalo riguardante il più grande appalto d'Europa, il faciliy management. A testimoniare che centralizzare non vuol dire affatto riuscire davvero a contrastare la corruzione.
La sentenza del Tar Veneto ricordata sopra, per parte sua, inaugura un nuovo filone dell'immane contenzioso amministrativo: la verifica della legittimità della gestione delle gare da parte delle stazioni appaltanti. Come se i problemi in Italia consistessero nel determinare "chi" fa le gare, e non "cosa" serva e quali risorse sono spese e in che modo.
Qualcuno, evidentemente, sentiva il bisogno di introdurre questa ulteriore occasione di accrescere incertezza operativa nell'ordinamento, inserendo nel codice dei contratti la disciplina dell'articolo 37. E ancora ad oggi non è operativa quella dell'articolo 38, sulla qualificazione delle stazioni appaltanti.
Non ci vuole molto a predire che tra un quinquennio circa questo sistema sarà ampiamente rivisto (purtroppo non cancellato, come meriterebbe), per conclamata inefficienza, inefficacia ed eccessivo contenzioso generato. Purtroppo, però, durante questi 5 anni almeno dovremo assistere attoniti, come cittadini, a querelle riguardanti la legittimità se la gara di una concessione, utile per rispondere ad un bisogno, era meglio la gestiva l'ente A invece dell'ente B. Poi, la colpa è della "burocrazia"...

1 commento:

  1. Però grazie al nuovo codice dei contratti gli studi legali degli amministrativisti hanno potuto stappare moltissime bottiglie di champagne!

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