mercoledì 12 aprile 2017

Rinnovo dei contratti pubblici e risparmi Consip: l'isola che non c'è

Dallo scorso 30 novembre 2016 si favoleggia dell'incremento medio dei contratti pubblici di 85 euro, per un costo complessivo di circa 5 miliardi. Da anni, invece, si magnificano le capacità della Consip di assicurare risparmi consistentissimi al sistema degli appalti.

Ovviamente, i media per lo più commentano le notizie di fonti governative dando sempre per buoni e per scontati i dati che vengono diffusi, nonostante il loro vago sentore di semplici intenzioni.
Che si tratti di pii intendimenti era comunque abbastanza chiaro. Che le notizie ai media fossero anche connesse alla legittima intenzione di captare un minimo di consenso, ci può anche stare.
Tuttavia, prima o poi, la realtà e i numeri debbono prendere il sopravvento. Dunque, alla fine, il Governo ha davvero adottato un Def per il 2017, i cui contenuti sono perfino visibili e consultabili, anche se il Consiglio dei Ministri dell'11 aprile aveva approvato tutto "salvo intese", cioè senza testi.
Ebbene, cosa prevede il Def a proposito dei due temi, cioè spesa complessiva per il personale pubblico e risparmi da appalti? Basta dare un'occhiata alla seguente tavola:

Ebbene,come si nota, nella previsione di spesa fino al 2020  per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente (si tratta dei dipendenti pubblici) dei 5 miliardi per assicurare l'attuazione dell'avventato accordo del 30 novembre 2016 non c'è traccia. Le previsioni di spesa restano praticamente con curva piatta.
E per quanto concerne i risparmi derivanti dall'aggregazione dei centri di spesa? In questo caso, al contrario, si prevede una spesa per consumi intermedi in leggera crescita fino al 2019 ed una sua consistentissima crescita nel 2020.
Insomma, i conti evidenziati nel Documento di Economia e Finanza non appaiono esattamente in linea con i racconti.
Se poi guardiamo l'andamento delle entrate tributarie, in costante e consistente ascesa, appare piuttosto difficile accettare che davvero la pressione fiscale possa diminuire. Per destare questa impressione occorre dare per buona la sostenutissima crescita del Pil nominale e sperare che davvero si realizzerà.

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