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sabato 11 gennaio 2014

Il populismo dei "segnali" #costidellapolitica #M5S #Renzi #poveraItalia

È davvero incredibile che la gente viva di panem et circenses, messaggi demagogici, semplici ed ingannevoli. Con la spesa pubblica da 807 miliardi di euro, ancora tantissimi, sotto il vento che soffia dei furbi tribuni della plebe di turno, come M5S o Renzi, pensano che se i politici tagliano qualcosa a se stessi, si risolva chissà quale problema. La teoria del "segnale", ancora avanzata da uno dei massimi rappresentanti della demagogia da bar, Gianantonio Stella, a Ballarò.
Il finanziamento pubblico ai partiti ammonta a 91 milioni. Eliminarlo significa tagliare la spesa pubblica dello 0,011%. La fantomatica (inverosimile) riduzione da 1 miliardo vaticinata da Renzi, con eliminazione province e Senato delle autonomie (cosa di inutilità elevata all'ennesima potenza), equivarebbe ad un taglio dello 0,12% della spesa.
Ma davvero esiste gente disponibile a farsi prendere in giro in questi modo, accettando crisi, disoccupazione e tasse in aumento, a fronte di "segnali" risibili, ingannevoli e totalmente inefficaci?

1 commento:

  1. La maggioranza ci crede o meglio ci vuole credere. questa mattina sentivo un esponente politico affermare che bisogna uscire dalla UE per non ridurre il debito di 50 miliardi il prossimo anno. E la gente ci crede: crede che se usciamo dall'europa magicamente le cose si risolvono e di restituire i 50 miliardi non se ne parla più! Tutto risolto. Così avviene con province ed altre fandonie che ci propinano. Ridurre la spesa pubblica? Per conprendere le cose bisogna partire dalle cifre ovvero dai macro costi (non le bazzecole come indicato nell'articolo) Dove spendiamo di più? In ordine in Sanità, Pensioni, Evasione, Costi P.a. Tagliare le macro spese significa agire lì!
    Con buona pace degli italioti che credono ai costi della Politica.

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