venerdì 3 dicembre 2021

Ecco il Piao. Come era facile aspettarsi, la semplificazione della programmazione è altra cosa

Una tempesta in un bicchiere d’acqua, almeno per gli enti locali. Il Piao non contiene, almeno nelle bozze circolate, l’indicazione fondamentale: l’elenco dei piani che dovrebbe sostituire.

Per quanto si è visto, è solo un assemblaggio dei piani della performance, dei fabbisogni del personale (con assorbimento del POLA sul lavoro agile) e dell’anticorruzione. Ma, per gli enti locali, l’elenco dei piani vigenti è ben più ponderoso:

  1. Documento Unico di Programmazione

  2. Programma triennale delle opere pubbliche

  3. Programma biennale delle forniture e servizi

  4. Piano triennale prevenzione della corruzione

  5. Piano triennale pari opportunità

  6. Piano triennale della transazione digitale

  7. Programmazione attuativa del GDPR

  8. Piano della transizione digitale

  9. Piano triennale della trasparenza

  10. Piano esecutivo di gestione

  11. Piano dettagliato degli obiettivi

  12. Piano della performance

  13. Piano integrato dei conti, articolato in Piano finanziario, economico e patrimoniale

  14. Piano esecutivo dell’investimento

  15. Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio

  16. Piano degli indicatori analitici e sintetici di bilancio

  17. Piano triennale dei fabbisogni del personale

  18. Piano delle alienazioni immobiliari

  19. Piano triennale per la razionalizzazione delle dotazioni strumentali

  20. Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni

  21. Piano finanziario delle tariffe Tari

  22. Piano generale impianti pubblicitari

  23. Piano di riassetto per la razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione, delle società pubbliche

  24. Piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione, di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche

  25. Programma dei pagamenti

  26. POLA, Piano organizzazione lavoro agile.

 

Sono evidenziati i piani e programmi che appaiono ricompresi nel nuovo PIAO. Non pare un risultato eccessivamente soddisfacente.

Se si aggiunge, poi, come inevitabile dato l’ordinamento contabile, il rinvio dell’adozione del Piao ai 30 giorni successivi l’adozione dei bilanci di previsione negli enti locali, che per il 2022 slitterà (come sempre) alla primavera, il Piao probabilmente sarà approvato a maggio. Approvare a metà anno un atto della programmazione annuale non appare mai una cosa nè utile, nè, soprattutto, seria


3 commenti:

  1. Se vogliamo trasformare la programmazione da mero adempimento ad atto di gestione manageriale di una organizzazione (pubblica o privata non deve più fare differenza) va superata la logica della scadenza. Quando si è pronti e ci sono tutte le condizioni per farlo, lo si approva. Inizio anno, metà anno, fine anno non importa.

    Questa almeno la mia opinione.

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  2. Come al solito un documento di programmazione progettato per i Ministeri viene "traslato" anche sugli Enti locali, dove gli strumenti sono articolati su più livelli. Linee programmatiche (e Piano strategico se CM), DUP, Piano della performance e allegati. Pertanto il Piao non può funzionare, al massimo è un collage...

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