domenica 31 gennaio 2016

Valotti spera. E aspetta.

Spettacolare articolo di Giovanni Valotti sul Corriere della sera del 31 gennaio 2016. Il Valotti si profonde nel lodevole intento di valorizzare la figura del dipendente pubblico, indicando che addirittura la restante parte della popolazione dovrebbe essere grata al lavoro di quei 3 milioni di civil servant, che se talvolta rendono poco è perchè sono male organizzati.

Dunque, Valotti perora la causa di non chiamarli "fannulloni". E, infatti, il titolo dell'articolo è perfettamente coerente: "Un cambio di passo contro i fannulloni".

Comunque, se fannulloni vi sono, si tratta di una minoranza fisiologica. Il problema deriva dal fatto che la PA, male organizzata, non è capace di valorizzare il merito e, quindi, l'attenzione si concentra tutta sui casi clamorosi.

Che fare, allora? Valotti ha pronte alcune ricette. Per esempio: "Le pubbliche amministrazioni restano prigioniere di un modello burocratico rigido e farraginoso, tutta forma e poca sostanza, capace di imbrigliare in una rete complicatissima di vincoli ogni sussulto di innovazione e di spirito di iniziativa. Meno regole, meno procedure, meno uffici, più tecnologie, più flessibilità, più responsabilità". Benissimo, signora cara. Ma, il Giovanni Valotti che scrive questo articolo è quello stesso consulente del Governo che ha approvato la riforma Brunetta, che imbriglia la valutazione nelle tre fasce obbligatorie, predeterminando modalità ed esiti?

Non da meno è acuta e scolpita sul marmo è l'altra soluzione proposta: "prima fra tutte, la politica deve fare un passo indietro, definitivo, dalla gestione. Si preoccupi di immaginare il futuro, definire chiari indirizzi, controllarne l'attuazione e verificarne davvero l'impatto finale sui cittadini". Giusto. Ma, poi, Valotti conclude: "Proprio in questi giorni è in arrivo una nuova riforma della Pubblica amministrazione. Sarà la quarta in meno di vent'anni. Il premier Renzi e il ministro Madia hanno dichiarato, ormai più di un anno fa: partiremo dalle persone. Speriamo davvero che sia la volta buona". Si vede che il professore della Bocconi non ha proprio letto la riforma nella quale tanto spera. Perchè se l'avesse letta e avesse anche dato un'occhiata alla riforma del comparto unico degli enti locali già allestita in Friuli Venezia Giulia, si sarebbe reso conto che la propria speranza è totalmente mal riposta, dal momento che la riforma va esattamente nella direzione opposta a quella che spera. Ma, evidentemente, il Valotti oltre a sperare, aspetta: un altro incarico da consulente, oltre ai tanti che ha già ricevuto per forgiare le continue riforme improduttive di risultati, che, poi, critica sui giornali.

Nessun commento:

Posta un commento

Printfriendly