venerdì 26 novembre 2021

La firma sui provvedimenti implica assunzione della loro paternità e della connessa responsabilità

 Si parla tanto della presunta "paura della firma", ma per molti, nella PA, nemmeno è chiaro cosa significhi sottoscrivere un documento.

Prova ne sia la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, 8.11.2021, n. 7419. La pronuncia riguarda l'incompatibilità tra il ruolo di dirigente dell'ufficio che approva gli atti di una gara e la funzione di presidente della medesima gara, disposta (sciaguratamente) dall'articolo 77 , comma 4, del d.lgs 50/2016.

L'ente resistente, per evidenziare la legittimità del proprio operato, tra le altre argomentazioni afferma che "non sussisteva la violazione dell’art. 74, comma 4, D. Lgs. n. 50/16, tenuto conto che il direttore del (…) non aveva predisposto gli atti di gara, limitandosi ad indire la procedura e a sottoscrivere gli atti redatti da altri soggetti, senza mai definirne il relativo contenuto" (!).

mercoledì 24 novembre 2021

Torna la caccia alle autoblu. Il ritorno al populismo in loden di un decennio fa è quasi completo

 

Era da un po' che non se ne sentiva parlare. Ma, l'effetto "uomo che morde il cane", cioè un po' di riflettori che si accendono a causa del riflesso condizionato pavloviano dei media, riporta di nuovo al centro delle attenzioni le "auto blu".

Non c'è pandemia, nè Pnrr che tengano: i temi della PA in Italia sono sempre trattati alla luce del messaggio becero, che però "fa notizia".

martedì 23 novembre 2021

Appalti, l'iscrizione alla camera di commercio non può essere requisito necessario per tutti gli operatori economici

La sentenza TAR Puglia, Lecce , Sez. I, del 15 novembre 2021, n.1635 è importantissima e molto chiara. Evidenzia un elemento che sfugge spesso agli operatori: l’iscrizione alla camera di commercio non può essere considerato come requisito obbligatorio che qualifica gli operatori economici.

giovedì 18 novembre 2021

Lo smart working non può essere ridotto ad un mero benefit

Sul Sole 24 Ore, il sempre ottimo Gianni Trovati, con l'articolo "Pa, per lo Smart Working niente categorie prioritarie" rende noto che la contrattazione nazionale collettiva ha eliminato dalle bozze la previsione di corsie preferenziali allo smart working per categorie come i genitori di bambini fino a tre anni, portatori di handicap o chi assiste famigliari disabili. 

Le bozze del Ccnl Funzioni Centrali stavano trasformando il lavoro agile, anzi travisandolo, in una sorta di misura di welfare.

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