mercoledì 4 dicembre 2013

#Porcellum incostituizonale. Come può questo Parlamento toccare la Costituzione?

Non ci voleva affatto un genio del diritto per capire che la legge elettorale vigente è incostituzionale, anzi un vulnus, uno sfregio, una violenza contro la Costituzione, la logica e la democrazia: una porcata, insomma.

La Corte costituzionale non poteva che accertare quanto era già chiarissimo a chiunque: il porcellum è incostituzionale.

Non si tratta, però, di una legge incostituzionale qualunque. E' la legge che ha disciplinato per ben tre volte, in maniera profondamente erronea e contraria alle regole di convivenza fondamentali, la formazione di Camera e Senato. Tradotto in parole povere, negli ultimi anni abbiamo avuto un Parlamento (e di conseguenza una serie di governi) legittimati con una legge elettorale contraria a Costituzione, Parlamenti e governi che hanno, contrariamente a quanto si sostiene spesso, introdotto un mare di riforme e di manovre finanziarie, per altro tutte pessime e dannose.

Ora si ha la certificazione che i quasi 1000 deputati e senatori siedono sugli scranni incostituzionalmente. Non dovrebbero stare lì. O, almeno, avrebbero potuto stare dove sono, a votare, ad adottare le leggi che adottano, a formare le maggioranze e i governi, a sostenerli, sulla base di una legge elettorale completamente diversa.

Di fronte alla pronuncia della Consulta, facilmente prevedibile da chiunque, un Presidente della Repubblica davvero attento alle sorti del disgraziato Paese, i presidenti di Camera e Senato, il Presidente del consiglio e tutti dovrebbero prendere atto che questo Parlamento è delegittimato, per non dire illegittimo. E, di conseguenza, operare per scioglierlo al più presto, abbandonando ogni proposito di riforma istituzionale e costituzionale fin qui accarezzato. E' gravissimo che un Parlamento delegittimato possa solo pensare di toccare la Costituzione e l'ordinamento, eletto com'è sulla base di una legge che fa a pugni con la Costituzione.

Dunque, serietà e lealtà nei confronti della Nazione imporrebbero:

a) di chiudere con una legge di stabilità meno rabberciata e più funzionale possibile;

b) la presentazione delle dimissioni da parte di Letta, in modo che il Governo operi solo per gli affari correnti;

c) l'abbandono di ogni proposito di normazione che non sia giustificato esclusivamente da esigenze dettate da superiori necessità;

d) fare di corsa la nuova legge elettorale.

Della presidenza del semestre europeo, che è solo una scusa perchè il Governo resti un po' più di tempo seduto illegittimamente sulle sue comode scrivanie, non dovrebbe importare nulla, perchè è una carica solo onorifica, priva di reale concretezza, anche perchè l'Italia, anche se avesse un governo pienamente legittimato - che non ha - non avrebbe comunque la forza per modificare nemmeno di un millimetro l'andamento delle politiche europee.

Tutto questo, se le Istituzioni fossero serie e leali.

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