mercoledì 8 gennaio 2014

#jobsact #Renzi vuole solo #dirigenti cooptati a tempo determinato servi della politica

6. Eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico. Un dipendente pubblico è a tempo indeterminato se vince concorso. Un dirigente no. Stop allo strapotere delle burocrazie ministeriali.
Primissime riflessioni sul punto 6 del "jobs act" di Renzi. Intanto, non si capisce tale punto cosa c'entri con un programma riguardante il lavoro, ma transiat.
La disposizione dimostra il concetto pericolosissimo che ha Renzi dell'amministrazione pubblica: un apparato "servile" e non servente.
La Corte costituzionale a partire dalla sentenza 103/2007 spiega che la dirigenza per essere imparziale ed al servizio della Nazione e non del politico di turno, deve essere in condizione di agire senza precarizzazione, anche per garantire il principio di continuità amministrativa.
Tuttavia, per i dirigenti apicali, gli altissimi (poche centinaia) dirigenti statali si ammette un rapporto "fiduciario", considerata la particolare rilevanza anche politica delle loro azioni.
In Italia vige, purtroppo, da anni l'articolo 19, comma 6, del d.lgs 165/2001, che consente di cooptare dirigenti dall'esterno, senza concorso per via fiduciaria. Nel sistema degli enti locali, ove opera una norma analoga, oltre il 40% dei dirigenti è cooptato dai sindaci. Molti senza nemmeno un minimo titolo utile.
I dirigenti che hanno lo "strapotere" di cui vaneggia Renzi sono nominati per via fiduciaria dai politici. Che lungi dal disfarsi di tali strapotenti, spesso li fanno assurgere a ministri o sottosegretari: Siniscalco, Grilli, Cancellieri, Bertolaso, etc.
Renzi non sa che queste dovrebbero essere eccezioni. Anche i dirigenti entrano nella qualifica per concorso. E si tratta di concorsi duri e selettivi.
È evidente che il sindaco di Firenze, tuttavia, abbia come modello i dirigenti che, quando era presidente della Provincia (le province le vuole abolire, perchè inutili, ma non restituisce quanto percepì come presidente...) gli consentirono di assumere senza concorso i portaborse degli assessori, molti senza laurea, ma inquadrati come laureati. Per questo fatto, Renzi è stato condannato dalla Corte dei conti in primo grado. Ma, ai suoi occhi gli yes man che glielo hanno permesso non sono strapotenti e, dunque, sono molto bravi. La deriva intrapresa è pericolosissima.

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