lunedì 17 dicembre 2012

Proroga dei contratti a termine nella pubblica amministrazione ddl stabilità - #precari

Se la durata dei 36 mesi dei contratti a tempo determinato è un disvalore, come pare di capire dall'emendamento al ddl stabilità, verrebbe da porsi una domanda. Perchè detto limite risulterebbe negativo solo nella pubblica amministrazione e non nel privato?
Non ci si rende conto dell'effetto perverso di simili norme. Nel lavoro privato, la durata dei 36 è uno spauracchio, perchè il suo sforamento comporta la conversione in contratto a tempo indeterminato. Col risultato che la durata dei rapporti flessibili si è sensibilmente ridotta (complice la crisi, fattore del quale il legislatore insiste a tenere poco conto).
Nella pubblica amministazione la conversione è vietata. La precarizzazione, dunque, è molto maggiore. Occorrerebbe agire per limitare il più possibile il ricorso ai contratti a termine per causali molto precise, elencate tassativamente.
Invece, si attiva una proroga insensata e immotivata. Scatenando il meccanismo dell'intrappolamento dei lavoratori all'interno di un circuito perverso, quello del lavoro a termine nella pubblica amministrazione, che non può mai avere sbocchi, se non con i concorsi pubblici. Che, causa vari tetti ad assunzioni e alle spese di personale, sono molto rarefatti.
Così, dunque, il legislatore istiga all'effetto perverso che la disciplina lavoristica privata intenderebbe scongiurare: l'abuso dei contratti flessibili. Creando aspettative in centinaia di migliaia di persone. Senza che dell'abuso risponda mai nessuno.

3 commenti:

  1. Non solo si creano aspettative, ma si tenta anche di intercettare consensi in vista delle prossime elezioni. Tant'è che la proroga, se non erro, è prevista fino al mese di luglio 2013 e, quindi, il tempo necessario per celebrare il rito elettivo.

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  2. La promessa di riservare il 40% dei posti nei concorsi ai precari è l'ennesimo vulnus al principio del concorso pubblico aperto a tutti senza riserve. Sul quale, correggimi se sbaglio, la Corte Costituzionale ha già detto la sua. Vogliamo una PA di qualità, oppure il solito sfogo alla disoccupazione?

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  3. Quello che mi indigna è che non si individua mai un responsabile del presunto abuso nella successione dei contratti.

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