La squallida vicenda che coinvolge il sindaco di Cortina (quello che urlava contro i blitz della Guardia di finanza…), anche se ancora deve essere passata al vaglio del giudice giudicante, è rivelatrice di abitudini fin troppo radicate.
Le “pressioni” sui dipendenti per redigere bandi “fotografia”, cioè redatti o comunque modellati da imprese compiacenti, in modo che la prestazione oggetto dell’appalto possa essere solo vinta da queste.
Il rifiuto opposto dal dipendente e le ritorsioni contro di esso. Ma, soprattutto, l’assegnazione di un “incarico”, per esprimere pareri finalizzati a fare sì che, guarda caso, destinatario dell’appalto debba essere proprio quell’azienda.
E poi, la bega strapaesana col comandante della Polizia municipale, in merito alle multe da stracciare, l’autovelox da oscurare, i servizi da ridurre sotto la campagna elettorale.
E’ inutile, inutile, inutile, emanare leggi in modo altisonante definite “anticorruzione” se ancora si insiste a legittimare gli organi politici a incaricare consulenti (2,5 miliardi spesi nel 2011 per consulenti e collaboratori nelle pubbliche amministrazione, urlano vendetta) e, soprattutto, ad esercitare lo spoil system, nominando direttamente dirigenti e funzionari, potendoli anche reperire dall’esterno (sino addirittura a dare incarichi dirigenziali di “Capo di gabinetto” a persone con la sola terza media, come al comune di Bologna).
Sono queste, tra le altre, le riforme vere, di cui avremmo bisogno. Continuare a ciarlare delle auto blu, delle province, degli scontrini da rendicontare fa molto notizia, consente brillanti carriere giornalistiche e politiche, ma ai cittadini, al bene pubblico, non serve a nulla.

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