sabato 15 giugno 2013

Youth Guarantee: l'occasione mancata prima di iniziare #lavoro

È diffusa opinione che per lanciare la youth guarantee (il progetto europeo di rilancio dell'occupazione giovanile) occorrono forti investimenti pubblici nei servizi per il lavoro. Essi sono, sì, necessari, ma non certo per questo progetto,bensì per l'Italia è il fanalino di coda per numero di dipendenti e investimenti destinati a tale scopo. È il paradosso: in Germania, ad esempio, dove la disoccupazione è praticamente azzerata, il numero dei dipendenti dei servizi è 10 volte quello italiano.
Tuttavia, le destinazione delle risorse del progetto europeo ai servizi pubblici per il lavoro è un  problema falso, posto proprio dai competitori dei servizi pubblici, cioè i privati.
Il progetto europeo richiede che le risorse vadano direttamente ai giovani, come sostegno al reddito ed alla formazione. Servizi privati e datori di lavoro, invece, mirano ai 4-500 milioni che sarebbero destinati all'Italia, i primi per essere gli esecutori del progetto e coprirsi i costi, nonchè rimediare al calo di fatturato dovuto alla recessione; i secondi, per ottenere sgravi fiscali o contributivi a fronte di assunzioni, che magari avrebbero effettuato lo stesso, ma che ora stanno rinviando in attesa della prebenda.
I pochi soldi provenienti dall'Europa non dovrebbero se non in minima parte coprire costi operativi; deleterio è che compensino i datori.
I servizi pubblici, in quanto già pagati (poco) dall'erario potrebbero svolgere l'attività, destinando solo ai giovani le risorse.
Si afferma che, però, i centri per l'impiego non sarebbero capaci, sfoderando le solite rilevazioni dell'Isfol, secondo le quali i centri per l'impiego intermediano solo il 4% dei contratti. Come sempre, si omette di dire che la stessa indagine (per altro basata su interviste, impressioni e previsioni, non su rilevazioni di dati) accredita i servzi privati di una capacità di mediazione ancora più bassa: il 3%.
Ciò rende evidente che la manovra non è sui giovani o la capacità di mediare, ma sulla gestione delle risorse.
Eppure, per consentire un incremento della mediazione mediante i canali formali dei servizi pubblici o privati autorizzati/accreditati che siano, basterebbe poco: obbligare i datori a pubblicare le vacancy su una piattaforma pubblica nazionale, permettendo così entro un lasso di tempo di pochi giorni ai servizi di mettere a disposizione una rosa dei curriculum tratti dalle proprie anagrafiche. Il sistema informatico delle comunicazioni obbligatorie potrebbe tracciare se il datore abbia assunto o meno in base a questo percorso. E in caso contrario, laddove il mancato utilizzo della piattaforma non dipenda da ritardi dei servizi per il lavoro, negare loro sgravi fiscali o contributivi di qualsiasi genere per, ad esempio, un anno.
In questo modo tutti farebbero la loro parte per far funzionare il mercato del lavoro come un sistema aperto, democratico, pubblico ed inclusivo.
Ma, come si nota, di tutto questo non v'è traccia.

1 commento:

  1. Youth Guarantee rappresenta una grande occasione per tutti i giovani italiani, una grande occasione che parte da subito, infatti, già dal Primo Maggio sarà possibile registrarsi sul portale nazionale (www.garanziagiovani.gov.it) e usufruire di tutti i servizi personalizzati. Non ce la facciamo sfuggire. La nostra generazione ce la può ancora fare! ‪#‎lavoro‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎opportunità‬ ‪#‎coseconcrete‬ ‪#‎vogliadifarcela‬ ‪#‎youthguarantee‬
    http://danilogreco.wordpress.com/2014/04/29/youth-guarantee-leuropa-risponde-cosi-alla-disoccupazione-giovanile/

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