sabato 23 novembre 2013

Rizzo, la #demagogia per distrarre e sedare

Nelle fasi di decadenza o di buio, qualunquisti e Savonarola hanno sempre molto spazio. Le loro battaglie sono, infatti, estremamente utili. Siccome lottano contro tutto e il suo contrario, chiunque può usarne argomenti ed obiettivi per affermare, sulla base della convenienza del momento, di perseguirli.
Sergio Rizzo, assurto agli onori col libro La Casta, scritto con Gian Antonio Stella, è un perfetto esempio. Sull'onda del pamphlet ha continuato a pubblicare sul Corriere articoli sugli sprechi nella pubblica amministrazione. Così tanti e così popolari da aver rubato quasi la scena al collega Stella, un tempo di lui ben più noto.
La ricetta di Rizzo è semplice. Utilizzare in primo luogo dati emergenti da inchieste giudiziarie: e qui, la politica ne offre da vendere. Poi, studi, ricerche, report, qualunque ne sia la fonte, qualsiasi sia il livello di sostenibilità scientifica, utili per dire che si spreca, si spende troppo, che non c'è managerialità, che in Inghilterrra è molto meglio.
Sovente, la conclusione è abolire: le province, le regioni, i centri per l'impiego, le municipalizzate, i consorzi, le mutue, le associazioni, i club, i comdomini, le parrocchie.
Il tutto, senza mai segnare quella che dovrebbe o potrebbe essere la strada diversa. Un anarchismo anti istituzionale, molto figlio della refrattarietà del popolo italiano ad accettare le regole di convivenza dello Stato, atavicamente sentito come estraneo ed oppressore. Sicchè, l'italiano, se può, elude o vìola le regole, evade le tasse e preferisce ottenere prestazioni dal pubblico non utilizzando i canali normali, ma la spinta.
I qualunquisti-Savonarola cavalcano tutto questo. Sono utilissimi per distrarre dai veri problemi o creare nell'opinione pubblica categorie da odiare, blocchi sociali da considerare "untori", in particolare i dipendenti pubblici del Sud. E così, la gente può accettare idee di privatizzazioni mal fatte, oppure la chiusura della gestione pubblica di delicati servizi che col privato debbono sussidiarsi, ma non guerreggiare, col bel risultato di contribuire all'idea di far sorgere servizi privati finanziati da risorse pubbliche.
Un anarichismo pseudoliberista, molto pericoloso, perchè appunto è solo abolizionista, distruttivo, senza alcuna visione diversa.

Nessun commento:

Posta un commento