sabato 6 luglio 2013

Trasparenza opaca. #Ministri non pubblicano redditi. E il FOIA de noantri?

Pochi mesi fa, con l'approvazione del d.lgs 33/2013 in molti esultarono: il Foia (Freedom Of Information Act) anche in Italia!

Evviva. Tutto trasparente, tutto conoscibile, tutto alla portata. Non importava che quel decreto abbia imposto un mare di procedure burocratiche, stabilendo nel minimo dettaglio anche l'indice di atti ed informazioni da pubblicare, creando un groviglio inestricabile con norme precedenti (vedi l'intreccio da capogiro con le pubblicazioni imposte dalla normativa sugli appalti).

Trasparenza assoluta, dunque, di tutto, compresi i "costi della politica". E, infatti, implacabile il d.lgs 33/2013 all'articolo 14  impone, senza via di scampo:

"Art. 14 Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico 

1. Con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti ed informazioni:
a) l'atto di nomina o di proclamazione, con l'indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo;
b) il curriculum;
c) i compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d) i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;
f) le dichiarazioni di cui all'articolo 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonchè le attestazioni e dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge, come modificata dal presente
decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare
dell'organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7".

Forte. Vai! Sapremo tutto di tutti i politici!

Ma, non sapevamo che Patroni Griffi, Ministro della Funzione Pubblica all'epoca della redazione del d.lgs 33/2013 (nonchè autore delle norme sulle province dichiarate incostituzionali dalla Consulta) aveva pensato a tutto. All'articolo 49, comma 2, sempre del d.lgs 33/2013, la sua sapiente mano aveva impugnato la preziosa penna d'oca, l'aveva intinta in un raro inchiostro cinese per scrivere: "Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono determinate le modalità di applicazione delle disposizioni del presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in considerazione delle peculiarità del relativo ordinamento ai sensi degli articoli 92 e 95 della Costituzione".

Insomma, direbbe Orwell: tutti i politici sono trasparenti, ma alcuni sono meno trasparenti degli altri!

Si possono trincerare dietro alla levantinissima disposizione il Presidente del Consiglio, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio (casualmente Patroni Griffi) e tutti i ministri senza portafoglio. Ma, con le solite letture di convenienza, anche gli altri ministri.

Risultato: nessuno ha pubblicato nulla.

Abbiamo la legge sulla trasparenza, ma evidentemente è un bel po' opaca.

Allora, la soluzione è la "circolare" con cui Patroni Griffi "invita" (si sa, la trasparenza è una cortesia) i ministri ad adempiere ad un obbligo normativo. Con tanti saluti al Foia. E chi ha ingenuamente creduto davvero che in Italia si possano introdurre norme di quel tipo.

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