venerdì 6 luglio 2018

Vaccini ed autocertificazioni: un sistema giuridico in decadenza

Sostiene il Ministro della salute che il problema della dimostrazione delle vaccinazioni degli allievi delle scuole si può risolvere con una bella autocertificazione.

L'ordinamento vigente  si occupa già della possibilità di autocertificare questioni di salute. Lo fa con l'articolo 49, comma 1, del Dpr 445/2000, il testo unico proprio sulla documentazione amministrativa, che disciplina le dichiarazioni sostitutive, altrimenti conosciute come autocertificazioni.
Cosa prevede l'articolo 49, comma 1, citato? Facile indovinarlo: "I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore".
Dunque, attualmente autocertificare la vaccinazione è semplicemente vietato. Certo, la norma fa salva la possibilità di prevedere disposizioni diverse.
C'è, però, da chiedersi quale sia la ratio del divieto di sostituire certificazioni mediche con autodichiarazioni. Sembra chiara: non è consentita un'autodiagnosi del proprio stato di salute. Perchè - solitamente - l'accertamento dello stato di salute viene effettuato da una persona che si chiama medico, altrettanto solitamente molto esperto delle questioni attinenti la salute, a differenza di chiunque altro.
Lasciare a ciascuno la possibilità di dichiarare di essere vaccinato o di sentirsi in buona salute è un rischio evidente e piuttosto grave per la sanità pubblica. Ma, evidentemente, le riforme vanno in questo senso.
In effetti, l'autocertificazione è una grande idea. Perchè non autocertificare all'Europa, ad esempio, che l'Italia è appunto in grande salute finanziaria ed ha superato ogni problema. Altro che flessibilità nei conti...

4 commenti:

  1. Al termine dell'attuale anno scolastico le insegnanti della scuola pubblica frequentata da mia figlia ci avevano rassicurato sul fatto che la questione vaccini era risolta perchè il Ministero della Salute, tramite ASL, da settembre avrebbe fornito la posizione di ciascuno in merito agli obblighi, dialogando direttamente agli Istituti scolastici. L'autocertificazione elimina la necessità di creare un applicativo di interscambio dati, che sarebbe una bella scocciatura proprio nei mesi estivi...

    RispondiElimina
  2. pochi sanno che le dichiarazioni sostitutive debbono essere verificate e quindi non si risparmia nessuna scocciatura procedurale.

    RispondiElimina
  3. "Lasciare a ciascuno la possibilità di dichiarare di essere vaccinato o di sentirsi in buona salute è un rischio evidente e piuttosto grave per la sanità pubblica."
    Però son due cose completamente diverse. In non posso autocertificare il mio stato di salute perché, non avendo le competenze necessarie, potrei non sapere quale sia effettivamente. L'aver fatto una vaccinazione invece non richiede alcuna competenza: io so con certezza se l'ho fatta oppure no.

    RispondiElimina
  4. io so se l'ho fatta, certo. Ma la certificazione di una prestazione sanitaria deve essere rilasciata dalla struttura sanitaria, per evitare che qualcuno certifichi di aver fatto vaccini che non ha fatto o che ha fatto solo in parte. Si ricade nella stessa materia.

    RispondiElimina

Printfriendly