La circolare
della Funzione Pubblica 9 gennaio 2019 ha messo in allarme il sistema degli enti
locali.
La nota, infatti, si rivolge
perentoriamente a tutte le amministrazioni comprese nell’articolo 1, comma 2,
del d.lgs 165/2001, tra cui appunto anche gli enti locali, e dispone: “Si
coglie, infine, l’occasione per ricordare la necessità, ai sensi di quanto
previsto dall’articolo 10,comma 5, del d.lgs. 150/2009, di comunicare
tempestivamente a questo Ufficio le motivazioni dell’eventuale ritardata
approvazione dei documenti del ciclo, con particolare riferimento al Piano
delle performance (da adottare e pubblicare entro il 31 gennaio) e alla
Relazione annuale sulla performance (da adottare, validare e pubblicare entro
il 30 giugno).
Come avviene sin dall’entrata in
vigore del d.lgs 150/2009, sia la circolare, sia le preoccupazioni degli enti
locali derivano da una lettura erronea dell’articolo 10, comma 5. Esso non
obbliga per nulla le amministrazioni locali né ad adottare il piano della
performance, né, soprattutto, a rispettare le scadenze, che sono previste solo
ed esclusivamente per le amministrazioni diverse da quelle locali.
Ci si dimentica troppo spesso,
infatti, della previsione contenuta nel comma 1-bis dell’articolo 10 del d.lgs
150/2009, ai sensi del quale “Per gli
enti locali, ferme restando le previsioni di cui all'articolo 169, comma 3-bis,
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la Relazione sulla
performance di cui al comma 1, lettera b), può essere unificata al rendiconto
della gestione di cui all'articolo 227 del citato decreto legislativo”.
Questa norma rinvia senza dubbio
alcuno alle regole disposte dall’ordinamento degli enti locali:
1. per
l’approvazione del piano degli obiettivi, che si ritrovano:
a. nel
richiamato comma 3-bis dell’articolo 169 del Tuel, ai sensi del quale “Il PEG è deliberato in coerenza con il
bilancio di previsione e con il documento unico di programmazione. Al PEG è
allegato il prospetto concernente la ripartizione delle tipologie in categorie
e dei programmi in macroaggregati, secondo lo schema di cui all'allegato n. 8
al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni. Il piano dettagliato degli obiettivi di cui
all'articolo 108, comma 1, del presente testo unico e il piano della
performance di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.
150, sono unificati organicamente nel PEG”; pertanto, negli enti locali
non c’è alcun piano della performance: al suo posto il PEG, del quale deve far
parte il piano dettagliato degli obiettivi, che coincide col piano della
performance;
2. nel
comma 1 dell’articolo 169 del Tuel che indica il termine di approvazione del
PEG: “La giunta delibera il piano esecutivo di gestione (PEG) entro venti
giorni dall'approvazione del bilancio di previsione, in termini di competenza . Con riferimento al primo esercizio il PEG
è redatto anche in termini di cassa. Il PEG è riferito ai medesimi esercizi
considerati nel bilancio, individua gli obiettivi della gestione ed affida gli
stessi, unitamente alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei servizi”.
Dunque, per gli enti locali
semplicemente non esiste il termine del 31 gennaio per l’approvazione del piano
dettagliato degli obiettivi: poiché esso è parte integrante del PEG, la
scadenza è resta il ventesimo giorno successivo all’approvazione del bilancio.
Piuttosto, però, gli enti locali
debbono ricordarsi di approvare, nelle more del bilancio di previsione, un PEG
provvisorio, così da avviare la gestione e il ciclo necessario per la
valutazione dei dipendenti, come ha più volte indicato la Corte dei conti, a partire
dalla deliberazione
della Sezione Autonomie 18/2014 (“Si
ribadisce la necessità che gli enti si dotino di strumenti provvisori di
indirizzo e di programmazione finanziaria e operativa (quali ad esempio il Piano esecutivo di gestione provvisorio
e/o direttive vincolanti degli organi di governo) al fine di sopperire
all’assenza, all’inizio dell’esercizio, degli strumenti di programmazione
previsti dall’ordinamento. Ciò deve consentire di raggiungere i principali
obiettivi sopra richiamati, in attesa della definitiva approvazione del
bilancio di previsione. E’ quindi da evitare una gestione in esercizio provvisorio
“al buio”, carente, cioè, di indirizzi approvati dai competenti organi di
governo”).
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