venerdì 3 aprile 2020

Limitazione delle responsabilità per eventi dannosi causati dal Covid-19? Solo per medici e sanitari

Giustissimo uno scudo per le responsabilità di medici e sanitari, cagionate da eventi dannosi verificatisi nell'emergenza.
Un emendamento al disegno di legge di conversione del d.l. 18/2020 lo ha previsto e lo si accoglie con piacere: gli sforzi dei medici e dei sanitari sono immani, il prezzo in vite umani enorme, sarebbe assurda la beffa di chiedere, domani, loro conto e ragione di un'emergenza tragica, connessa ad una strage.

Tutto bene? Non proprio "tutto". Manca uno scudo sulla responsabilità erariale. E manca il coinvolgimento di tanti altri soggetti. Per esempio, i tecnici delle strutture ospedaliere, che in questi giorni terribili sono stati quelli che, con i medici, accanto a loro, hanno allestito i reparti per le terapie intensive, che senza cavi, tubi, collegamenti, strutture, macchinari installati, non possono funzionare.
Altro esempio: il personale amministrativo degli ospedali e delle Usl chiamato ad acquistare, tra mille difficoltà e con mille urgenze, tutti i pezzi, i presidi e le migliaia di forniture che si sono dovute acquisire per permettere a tecnici, medici e sanitari di realizzare il loro lavoro.
Sarebbe altrettanto paradossale che tra qualche anno, qualcuno abbia da dedicare tempo e voglia per rivisitare atti adottati tutti in situazione d'emergenza assoluta per rilevare che mancava un impegno di spesa, una data non è stata rispettata, una pubblicazione dimenticata, un contratto sottoscritto con una forma non propria, oppure un verbale di consegna o collaudo non sottoscritto in calce nelle debite forme.
Lo stesso dovrebbe valere, ancora, per le urgenze ed emergenze gestite dai comuni, per assicurare le funzioni di protezione civile, vigilanza, assistenza (pensiamo alle procedure fatte a rotta di collo per i buoni spesa).
Il buon senso potrebbe consigliare a chi ha il compito di esercitare azioni civili e contabili misura e ponderazione. Però, non basta. Anche perchè alcuni atti, come assunzioni in deroga alle procedure, appalti in deroga al codice dei contratti, esoneri dal lavoro per chi non sia possibile organizzare in lavoro agile o in presenza, decisioni urgenti di acquisto in mercati esterni, sono stati configurati male dal legislatore, che li ha solo previsti, de-regolati, ma non ha precisato nulla sulle responsabilità
Il coronavirus è un flagello già più che sufficiente. Cercare in futuro di aggiungere ulteriori conseguenze a vite spezzate e a ritorni impossibili ad una piena normalità con esplosioni di contenziosi sui cavilli dovremmo poter evitarcelo.

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