lunedì 18 dicembre 2017

Cottarelli 2, la vendetta. Le solite informazioni fuorvianti sui dirigenti pubblici


Come preannunciato su La Repubblica del 17 dicembre 2017, il 18 dicembre l'inserto Affari &Finanza ha anticipato gli esiti del rapporto dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani diretto da Carlo Cottarelli. Ogni fonte ed osservatorio è utile. Sarebbe altrettanto utile che gli osservatori osservassero e non cercassero di dimostrare tesi precostituite, come quella secondo la quale gli stipendi dei dipendenti pubblici risultino superiori del 18% a quelli privati.
Altri osservatori, come JobPricing e Aran (l'Agenzia nazionale per la contrattazione) infatti ci informano dell'opposto.
Sull'inserto Affari e Finanza, comunque, si torna su un classico argomento, molto gettonato dietro un bancone o ai bordi di un tavolo di velluto verde: gli stipendi "troppo alti" dei dirigenti pubblici.
Leggiamo: "Dove non c'è bisogno di sofisticate elaborazioni per capire che siamo di fronte a un'ingiustizia dannosissima perle finanze statali, è nel capitolo sulla dirigenza, che secondo il rapporto Cottarelli è quello dove più si potrebbe recuperare economicità. Nel dossier si mette a confronto l'Italia con gli altri tre principali Paesi europei (Francia, Germania, Uk): per tutte le situazioni i dirigenti pubblici italiani guadagnano più del loro equivalente estero, nel caso dei dirigenti apicali quasi il doppio della media Ocse e in quello dei dirigenti di prima fascia due terzi in più. Insomma, come si legge nel dossier, "gli stipendi dei dirigenti restano significativamente più elevati di quelli degli altri principali Paesi europei". E questo nonostante il tetto dei 240mila euro introdotti nell'aprile 2014 («del quale anche io fui vittima quand'ero commissario», sorride Cottarelli). L'eccesso di retribuzione dei dirigenti italiani rispeitto ai colleghi dei tre Paesi europei (vedere tabella) si attesta in me dia al 65% per gli apicali, al 96 per i dirigenti di prima fascia, al 1 per uqelli di seconda con funzioni di coordinamento. Anche qui ci sarebbe tanto da recuperare con sicuri benefici per la finanza pubblica".
Qui di seguito, la tabella dei differenziali:

Come si nota,, da questa tabella si capisce poco: presenta un rapporto tra retribuzioni lorde e reddito pro capite, ma non illustra i dati di partenza, cioè i livelli di retribuzione. Si comprende, però, che si fa riferimento ai famosi dati Ocse.
Cottarelli ed il suo osservatorio continuano a dare per buoni dati del tutto fuorvianti e smentiti dalle rilevazioni ufficiali. Fuorvianti perchè riguardano solo poche centinaia di dirigenti apicali e perchè oggettivamente irrealizzabili, dati i vincoli normativi e contrattuali vigenti.
Cosa aggiungere? Poco altro, se non le interessanti valutazioni di EticaPA sul tema, che riportano dati sicuramente più corretti, perchè riferiti a fonti ufficiali e non a valutazioni piuttosto discutibili come quelle dell'Ocse.
Dunque? Ben vengano gli osservatori. Ma sarebbe il caso che la si finisca, però, con gli esiti precostituiti, molto utili per ottenere paginate sui giornali, ospitate televisive, ma che diffondono dati incongruenti, utili solo a riappiccare periodicamente l'incendio populistico del "dagli ai dipendenti pubblici", a prescindere, quello che fa di tutta l'erba un fascio, così, impedendo di individuare davvero le soluzioni necessarie ai problemi che, pure, esistono.

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