domenica 10 giugno 2018

I ritardi dei pagamenti della PA alle imprese si accumulano. Era così impossibile prevederlo?

Domenica 10 giugno 2018 la gran parte dei giornali si sono accorti che i ritardi delle amministrazioni pubbliche nel pagare le imprese sono aumentati


Nei famosi e nostalgici mille giorni, come si ricorderà, qualcuno si era impegnato ad andare in pellegrinaggio sul monte Senario, se nel settembre 2014 i debiti della PA nei confronti delle imprese non fossero stati azzerati.
L'augusto monte non ha avuto l'onore di essere visitato da nessuno e, soprattutto, i debiti della PA verso le imprese aumentano, come inesorabilmente si allungano i tempi per pagare.
I giornali, dunque, nel giugno 2018 si accorgono di tutto questo. Ma, era proprio così imprevedibile l'ulteriore aumento dei ritardi?
Chi scrive, direbbe di no. Anche per la semplice ragione che lo scorso anno ebbe gioco facilissimo a scrivere che i ritardi si sarebbero accumulati, spiegando le ragioni di ciò e fornendo indicazioni minime per superarli.
Le regole della contabilità pubblica, specie degli enti locali, sono stati "subappaltati" a commissioni di lavoro, fatte da super esperti, che dal 2011 si sono lanciate a capofitto nell'impresa di conciliare contabilità finanziaria ed economica. Ovviamente, è stato prodotto un mostro, intriso di regole cervellotiche, capaci solo di rendere le procedure di pagamento (e di bilancio) semplicemente folli e, soprattutto, di mettere in ginocchio le imprese e l'economia.
Si badi: non è la burocrazia, intesa come insieme di funzionari pavidi, imbelli, fannulloni e complicatori, a ritardare: sono le regole imposte dai super esperti a rendere impossibile, anche al sia pur raro "burocrate" coraggioso, efficiente, veloce e semplificatore, pagare nei 30 giorni previsti dalle regole europee.
Uno dei primi segnali che si auspica un Governo davvero intenzionato a modificare lo stato delle cose sarebbe lo smantellamento totale della normativa derivante dal micidiale d.lgs 118/2011 e delle commissioni di esperti che lo interpretano, lo ampliano, ne predicano il credo. In mancanza, le cose non potranno cambiare.

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