L’espressione “armonizzazione contabile” è suggestiva. Dà l’idea di un intervento normativo appunto “armonico”, ben equilibrato, coerente, chiaro, capace di regolare in modo semplice la disciplina contabile. Allo stesso modo, uno degli elementi dell’armonizzazione contabile, la “competenza finanziaria potenziata” evoca una contabilità “potente”, capace di imbrigliare qualsiasi equivoco e di risolverlo, mediante regole talmente tanto vincolanti quanto evidenti e semplici.
Ovviamente, niente di tutto questo risulta aderente alla realtà. Il prodotto del d.lgs 118/2011, purtroppo, è l’ennesimo caos. Basti pensare alla disastrosa redazione dei “principi contabili”. Prima della riforma dell’armonizzazione contabile, poche decine di regole erano previste dal d.lgs 267/2000 per disciplinare la finanza locale; dopo, queste regole si sono convulse e moltiplicate sia nel Tuel, sia nella soffocante (e mal scritta) ridda di principi: pagine e pagine di regole complicatissime, che abbisognano di esempi e tavole, a loro volta altrettanto complicate. Tali, comunque, da non fornire certezza alcuna agli operatori e non in grado nemmeno di coprire esattamente l’intero ventaglio della disciplina, che pure vorrebbero armonizzare in modo potenziato.
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sabato 6 febbraio 2016
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