venerdì 12 gennaio 2024
Quei rimedi che non si adotteranno mai contro il ritardo nei pagamenti della PA. - Le Autonomie
martedì 29 agosto 2023
venerdì 21 luglio 2023
giovedì 22 giugno 2023
giovedì 5 gennaio 2023
venerdì 29 luglio 2022
Piao a dicembre 2022 per gli enti locali: oltre i confini del cabaret
La Conferenza Stato città ed enti locali ha dato indicazione di rinviare al 31 agosto i termini di approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali.
Già solo così la cosa é umoristica: a 8/12 dell'anno cosa vi sia più da "prevedere" risulta impossibile capire.
giovedì 28 luglio 2022
giovedì 5 maggio 2022
La scadenza del termine di approvazione del rendiconto. un evento che coglie sempre di sorpresa...
La contabilità pubblica locale è un ginepraio, lo si sa. Ma, perchè ogni anno, la stessa litania del ritardo nell’elaborazione dei rendiconti?
Le alternative sono solo due: o la normativa è davvero così complessa che non è possibile materialmente predisporre i rendiconti per tempo (e, conseguentemente, quando vi si riesce ovviamente di tratta di adempimenti più formali che sostanziali); oppure, i servizi finanziari dei comuni sono, ogni anno, afflitti da una sorpresa del tutto imprevedibile: la scadenza per approvare i rendi conti, che cogliendoli alla sprovvista rende inevitabile sperare in proroghe.
mercoledì 13 aprile 2022
I comuni evidenziano problemi di bilancio per il caro bollette. Ma negli anni hanno fabbricato la corda alla quale sono legati
Su praticamente tutti i giornali del 13.4.2022 si legge la denuncia dei sindaci, che avvertono il Governo delle imminenti difficoltà a gestire i bilanci, a causa del caro bollette e della riduzione del trasferimento dei fondi.
mercoledì 15 dicembre 2021
Il disastro finanziario dei grandi comuni che grava su ogni cittadino, anche non residente in quei comuni
lunedì 15 novembre 2021
Nuovi finanziamenti ai comuni per quegli asili nido che non si vedono mai.
Su NT plus del 15.11.2021, nell'articolo "Asili, disabili, strade: la manovra blinda 2,5 miliardi l’anno per agli enti", Gianni Trovati, attento come sempre, evidenzia che nella legge di bilancio 2022 si favorisce per gli enti locali la programmazione a lungo termine delle risorse per lo sviluppo delle funzioni fondamentali; inoltre, si prevede l'applicazione a regime della ripartizione di tali risorse, che riguarderà anche enti devastati dalle recenti riforme, come province e città metropolitane, sotto il vaglio della Commissione tecnica sui fabbisogni standard. I fondi arriveranno a 2,5 miliardi annui dal 2030-31, con 1,9 miliardi in più per i Comuni e 600 milioni per Città metropolitane e Province.
mercoledì 18 agosto 2021
Ancora il "federalismo fiscale"?
Il “federalismo fiscale” è stato una palla al piede per anni, un clamoroso flop organizzativo, che ha contribuito solo a peggiorare e di molto le già disastrate finanze pubbliche.
Sembra che la stagione del 2021 sia un amarcord nostalgico di tante iniziative di una dozzina di anni prima, tutte quante fallimentari. Si pensi ai passi indietro nell’orologio del tempo determinati dalle riforme della PA: progressioni orizzontali basate su anzianità (ma sciaguratamente non trasformate in una meno onerosa indennità di anzianità), progressioni verticali senza più concorso pubblico, dilagare degli affidamenti diretti negli appalti.
Mentre perdura la devastante assenza di controlli preventivi, si pensa a riproporre uno schema disfunzionale dell’amministrazione, cagione di centinaia e centinaia di situazione di dissesto e predissesto nei comuni.
La sperimentazione del federalismo fiscale nei comuni avrebbe dovuto insegnare che se si dà ampia autonomia di entrata alle amministrazioni locali, queste poi orientano le loro politiche verso la ricerca del consenso costruita sulle mancate riscossioni a beneficio di grandi o piccoli elettori, controbilanciate dall’espansione della spesa.
Tornare a parlare di federalismo fiscale appare oggettivamente avventato ed insensato. Che, poi, se ne parli per province e città metropolitane, per la cui abolizione l’attuale premier si spese giusto 10 anni fa nella lettera firmata con l’allora presidente della Bce Trichet, sfiora il ridicolo.
mercoledì 20 gennaio 2021
Le folli procedure per pagare gli arretrati dei Ccnl
L’articolo pubblicato su NT plus del 20.1.2021, di Elena Masini e Daniela Ghiandoni "Contratto segretari, variazione e fondo di riserva per pagare gli arretrati in tempo", descrive bene la follia assoluta della contabilità pubblica.
Nessuno considera mai, tra le riforme proposte per le “semplificazioni” (che spesso sono, invece, ulteriori complicazioni), la necessità di rivedere un sistema di contabilità semplicemente privo di senso. Complicato, farraginoso, frammentato in mille azioni, disperso tra competenze differenziate, soffocato da centinaia e centinaia di tabelle, prospetti, relazioni, asseverazioni, pareri. Buono solo a far pensare che i risultati degli uffici addetti siano “approvare il bilancio”.
lunedì 30 dicembre 2019
Decreto Fiscale. I pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni: tra rinvii e nuove complicazioni.
lunedì 14 ottobre 2019
Scuolabus: forse finisce la saga incredibile del costo a carico dei bilanci
mercoledì 18 settembre 2019
SE UN PATROCINIO NON SI NEGA A NESSUNO - Lavoce.info
sabato 29 dicembre 2018
I pagamenti dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni: tra opportunità e penalizzazioni. Analisi delle misure contenute nella legge di bilancio dello Stato per il 2019
lunedì 24 dicembre 2018
Legge di bilancio ed esautorazione del Parlamento - un vulnus che viene da lontano
giovedì 4 ottobre 2018
Avanzi di amministrazione dei comuni sbloccati ma solo per le spese di investimento
sabato 29 settembre 2018
Bando periferie: ancora in ostaggio le risorse dei comuni
La politica degli ultimi governi è stata essenzialmente volta a smontare l’opera di quelli precedenti, nella mediatica esibizione di un attivismo riformatore che ha trovato per lo più sfogo nella produzione di nuova regolamentazione. Il risultato è noto: una legislazione “dispersa in numerosissimi provvedimenti, sempre più spesso a contenuto omnibus o multisettoriale”, e una “stratificazione normativa che si sussegue nel tempo senza gli opportuni raccordi”. Il metodo ha non solo minato la certezza del diritto, in ogni sua declinazione, ma causato spreco di pubbliche risorse.

