L’annuncio televisivo del Commissario per la spending review, Yoram Gutgeld, della costituzione dell’Agenzia per la mobilità non può che rientrare tra quelli degni di nota.
La Pubblica Amministrazione è oggetto di una profonda riforma, l’ennesima “epocale”, delle decine di riforme epocali che si fanno da 20 anni, servendosi sempre, per altro, della stessa schiera di consulenti, i quali osservano i fallimenti delle riforme da loro proposte, per proporne altre, in una ruota senza fine.
Intento fondamentale delle riforme, più che lodevole e sacrosanto, è razionalizzare, aumentare l’efficienza, ridurre i costi, digitalizzare, sburocratizzare, rendere più facile e amichevole l’approccio di cittadini e imprese con la PA.
Per questa ragione, la riforma è stata preceduta da quella ordinamentale delle province: lasciamo perdere l’osservazione che ad un anno dalla vigenza della legge Delrio essa sia un sostanziale fallimento/disastro, l’intento è evidente: ridurre il numero di enti, provare a risparmiare risorse, eliminare centri decisionali. Il disegno di legge delega all’esame del Senato segue la stessa strada, prevedendo la riduzione del numero delle prefetture, l’accorpamento delle forze dell’ordine, l’accorpamento delle camere di commercio.
E ovviamente, tutto questo richiede anche di redistribuire il personale. Già. A quattro mesi dall’entrata in vigore della legge 190/2014, che dedica diversi commi alla mobilità di circa 20.000 dipendenti delle province dichiarati in sovrannumero, corroborata da circolari interpretative, interpretate da note interpretative della circolare, pareri della Corte dei conti, Dpcm sulle tabelle di equiparazione, piattaforma informatica per l’incontro domanda/offerta, divieto di assunzione, i risultati non sono particolarmente entusiasmanti.
I 20.000 dipendenti provinciali in sovrannumero sono rimasti, per lo più, alle dipendenze delle province, che, avendo appreso il riparto del carico di risorse (il miliardo previsto nel 2015 dalla legge 190/2014) non sanno nemmeno come pagarli; i concorsi, bloccati, non sono bloccati per nulla: il Ripam, l’Agenzia delle entrate e moltissimi enti, tra comuni, usl, consorzi, Ipab e tutte le tipologie possibili, bandiscono e svolgono concorsi, senza che nessuno obietti nulla. Anche le mobilità “neutre”, in modo strisciante proseguono piuttosto indisturbate.
Il Governo continua a sventolare i 1.031 posti disponibili presso il Ministero della giustizia come esempio della ricollocazione dei dipendenti provinciali, senza, però, dire che esso non è affatto riservato, come avrebbe dovuto, ai dipendenti delle province, chiamati a concorrere con tutti gli altri.
Sembra, dunque, oggettivo, affermare che l’attuazione di una riforma così complicata, e soprattutto mal congegnata, come quella delle province, nella parte relativalla ricollocazione del personale, stia fornendo più problemi che soluzioni.
Sotto questo aspetto, l’idea della costituzione di un’Agenzia per la mobilità non fa altro che confermare l’assenza attuale di idee migliori su come far funzionare davvero un sistema di agile e funzionale ricollocazione e redistribuzione del personale pubblico. E’, in fondo, come confessare che l’attuale organizzazione del Governo, e in particolare del Dipartimento della funzione pubblica che dovrebbe sovrintendere alle mobilità, non ce la fa.
Dunque, si pensa alla creazione di un nuovo ente. Il che stride non poco con gli intenti, visti prima, di ridurre, chiudere, accorpare, sintetizzare.
E, poiché non si può certo immaginare che l’Agenzia della mobilità, nascendo, possa assumere nuovi dipendenti, visto che le assunzioni sono bloccate, si pone un problema: una volta costituita la struttura e dotata di risorse, bilancio ed organi, come sarà dotata di personale?
Occorrerà, certo, acquisire il personale necessario in mobilità. Sarà interessante verificare, allora, come l’Agenzia della mobilità acquisirà il personale mediante mobilità. Sarà uno sfogo per la ricollocazione ferma ancora al palo dei dipendenti in sovrannumero delle province? Sarà una riorganizzazione di Palazzo Vidoni?
Troppo presto per saperlo. Non resta che assistere a quello che sarà il processo di mobilità verso l’Agenzia per la mobilità, per vedere come sarà gestita in futuro la mobilità.

La vera soending review: https://liberodifareilfuturo.wordpress.com/tag/gli-stupidi-sprechi-doro-made-in-italy/
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